Consiglio Direttivo

Presidente: Barbara Bertolaccini, ingegnere
Vice Presidente: Michele Rusmini, dottore in scienze politiche ed economiche
Responsabile Comunicazione: Stefano Boffi, dottore in lettere moderne

Consiglieri:

Michela Pelfini, imprenditrice sociale
Alessandra Versolato, educatrice professionale
Chino Chini, ingegnere
Dario Gallotti, imprenditore
Tiziana Peritore, dottoressa in scienze politiche
Vera Molino, dottoressa in lettere moderne
Giulia Savino, neuropsichiatra infantile
Alice Spagnulo, tecnico di belle arti

 

Statuto

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Articolo 1

È costituita l’Associazione senza scopo di lucro denominata “Opera San Benedetto ONLUS” con sede in Buccinasco, via Modena n.26.

È fatto espresso divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima e unitaria struttura. Gli utili derivanti dalla gestione saranno impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. L’associazione potrà partecipare quale socio ad altri circoli e/o associazioni aventi scopi analoghi nonché partecipare ad enti con scopi sociali culturali ed umanitari.

Articolo 2

L’associazione si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, attuato mediante lo svolgimento di attività nel settore dell’assistenza sociale e sociosanitaria, della formazione, della istruzione e della beneficienza.

Essa trova la sua radice nella nascita, all’interno del gruppo di famiglie dei fondatori, di un bambino portatore di handicap grave e dalla rete di solidarietà che da esso e nata e si è allargata ad altre famiglie in condizioni di difficoltà.

L’associazione pone al centro della propria attività i diritti fondamentali alla vita, alla famiglie ed all’educazione, diritti assunti dalle famiglie fondatrici come imprescindibili ed inalienabili. Per questo la gestione dell’associazione sarà improntata al sostegno della persona dal concepimento alla morte, senza distinzioni di razza, sesso, religione e condizione, secondo quei valori culturali, civili e religiosi che le famiglie dell’associazione riconoscono come propri.

L’associazione, nell’ambito delle proprie finalità di solidarietà sociale, intende rivolgersi soprattutto a famiglie problematiche, monoparentali, con disagio sociale, morale o psicologico, con problematiche abitative, lavorative, economiche, con figli disabili.

Articolo 3

Per il perseguimento dei propri scopi, l’associazione intende aiutare e sostenere le famiglie problematiche –  in particolare quando vi sia in esse la presenza di membri svantaggiati dal punto di vista fisico e/o psichico – con qualsiasi mezzo o attività, quali ad esempio: promuovere la centralità della famiglia e difendere la vita in ogni sua forma ed espressione, quale miracolo e dono supremo, anche attraverso forme di aiuto concreto, di accoglienza e condivisione del bisogno; conoscere e condividere i bisogni delle famiglie, organizzare e gestire attività sociali per bambini in età evolutiva, con particolare riguardo all’inserimento in tali attività di bambini disabili, figli di famiglie monoparentali o svantaggiate o collaborare con soggetti che già le realizzano; condividere i bisogni delle famiglie problematiche e coinvolte nel processo educativo dei propri figli, collaborando e coinvolgendosi con le istituzioni pubbliche scolastiche e non operanti sul territorio; conoscere e condividere tutti gli aspetti della vita familiare per andare incontro ai bisogni legati alla maternità; sostenere il bambino disabile e la sua famiglia, tramite progetti individualizzati, sostegno anche economico, creazione di spazi di gioco e di incontro, promozione di gruppi di mutuo aiuto; generare solidarietà fra le famiglie in merito a problemi economici, lavorativi, abitativi; generare forme di socialità e ricreazione fra le famiglie nel contesto in cui vivono, onde promuovere la coesione sociale ed il mutuo aiuto; realizzare aiuti a famiglie e persone disagiate dal punto di vista materiale ed economico, ma anche dal punto di vista morale, psicologico e sociale; rimuovere o alleviare qualsiasi altro ostacolo si presenti nella vita delle famiglie e valorizzarne tutte le risorse in atto, in particolare nei casi in cui alle difficoltà si rispondesse con positivi tentativi di solidarietà concreta; creazione di luoghi abitativi o centri di accoglienza in cui le famiglie possano essere ospitate; realizzazione di esperienze educative e formative  rivolte a soggetti svantaggiati dal punto di vista fisico e/o psichico e/o alle loro famiglie.

Le attività di istruzione e formazione che l’associazione intraprenderà saranno prevalentemente rivolte a soggetti svantaggiati dal punto di vista fisico, psichico, sociale, economico o familiare.

L’attività di beneficienza avrà quale scopo il sostegno di soggetti svantaggiati dal punto di vista economico.

È fatto espresso divieto di svolgimento di attività istituzionali diverse da quelle rientranti nei settori previsti, ad eccezione di attività direttamente connesse.

Per il conseguimento dei propri fini l’associazione può aderire ad associazioni, confederazioni, istituzioni operanti nei propri settori di attività o affini e stipulare convenzioni con Enti pubblici e privati.

L’associazione potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria, purché rientranti negli scopi istituzionali e volti a realizzare attività istituzionali, accessorie o connesse.

Articolo 4

Il patrimonio dell’associazione è costituito:

  • dai beni che sono o diventano proprietà dell’associazione;
  • da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
  • da elargizioni, donazioni, lasciti e sottoscrizioni.

Le entrate dell’associazione sono costituite:

  • dalle quote sociali e da ogni altra forma di liberalità erogata da soci e da terzi;
  • da contributi di soggetti pubblici o privati;
  • da entrate derivanti dall’esercizio delle attività istituzionali o direttamente connesse;
  • da ogni entrata utile ai sensi di legge.

L’esercizio sociale chiude al 31 dicembre di ogni anno.

Articolo 5

Possono essere soci dell’’associazione tutti coloro che, interessati al perseguimento delle finalità istituzionali, ne fanno richiesta al Consiglio Direttivo dell’associazione.

Possono inoltre essere soci Associazioni e Circoli aventi attività e scopi non in contrasto con quelli dell’Associazione. Possono, infine, essere soci enti pubblici e privati aventi finalità e scopi sociali.

È espressamente vietata la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Articolo 6

Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di essere a piena conoscenza dello statuto, di eventuali regolamenti e di accettarli.

Non sono previste differenze di trattamento tra i soci relativamente ai diritti e doveri nei confronti dell’associazione e delle modalità associative.

L’iscrizione decorre dalla data di delibera di accettazione del Consiglio Direttivo.

L’eventuale reiezione deve essere motivata.

Il socio che provvede ad eliminare le cause che hanno portato al rigetto può presentare nuovamente la domanda di ammissione, tale richiesta viene valutata in ultima istanza dall’assemblea.

L’associato è tenuto, inoltre, al versamento della quota annuale per l’importo ed entro i termini stabiliti annualmente dal Consiglio Direttivo.

Articolo 7

Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle assemblee, a votare, ad accedere alle cariche associative, a svolgere l’eventuale attività volontaria preventivamente concordata e a recedere dall’appartenenza all’associazione.

L’appartenenza all’associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto delle risoluzioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statutarie e quanto disposto dal regolamento dell’Associazione.

Articolo 8

La qualità di socio può venire meno per i seguenti motivi:

  1. per dimissioni da comunicarsi per iscritto;
  2. per decadenza e cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
  3. per delibera di esclusione assunta dal Consiglio Direttivo causa accertati motivi di incompatibilità; per aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente statuto, del regolamento o per altri motivi che comportino indegnità;
  4. per ritardato pagamento dei contributi protratto oltre sei mesi;
  5. per decesso del socio.

Articolo 9

L’associazione nell’assemblea ha il suo organo sovrano.

Hanno diritto di partecipare all’assemblea sia ordinaria che straordinaria tutti i soci.

L’assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno entro il 30 aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo, la cui redazione è da considerarsi obbligatoria – per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali e per la presentazione del bilancio preventivo dell’anno in corso.

L’assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria, che in sede straordinaria:

  1. per decisione del Consiglio Direttivo;
  2. su richiesta, indirizzata al Presidente, di almeno un terzo dei soci.

La convocazione dell’assemblea sia ordinaria che straordinaria può avvenire mediante qualsiasi mezzo che possa comprovare l’avvenuto ricevimento dell’avviso di convocazione (raccomandata, raccomandata a mano, fax, posta elettronica) inviato o consegnato almeno dieci giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

La raccomandata verrà inviata all’indirizzo risultante sul libro soci. Nel caso in cui la convocazione venga effettuata a mezzo fax o posta elettronica, il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica cui l’avviso di convocazione è inviato deve essere quello risultante da libro soci. I soci sono tenuti a dare comunicazione della variazione dei propri recapiti.

In caso di particolare urgenza l’assemblea può essere convocata mediante l’invio di telegramma o fax entro il terzo giorno precedente l’adunata.

L’avviso di convocazione deve contenere data, luogo ed ora della convocazione e ordine del giorno della stessa.

L’assemblea sia in sede ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei soci.

In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

E’ ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio; ogni socio può rappresentare al massimo altri due soci.

L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione.

In caso di sua assenza o impedimento, il Presidente viene sostituito dal Vice Presidente o da persona designata dall’assemblea.

I verbali delle riunioni dell’assemblea sono redatti da un segretario nominato dal Presidente dell’Assemblea tra i presenti.

Il Presidente ha inoltre la facoltà, quando lo ritenga opportuno, di incaricare un notaio della redazione del verbale dell’assemblea, fungendo così da segretario.

L’assemblea delibera sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza della metà più uno dei voti espressi.

Le deliberazioni prese in conformità allo statuto obbligano tutti i soci anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.

L’assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente e per argomenti di particolare importanza la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto; il Presidente dell’assemblea può in questo caso scegliere due scrutatori fra i presenti.

Articolo 10

All’assemblea spettano i seguenti compiti:

In sede ordinaria:

  1. discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni al bilancio del Consiglio Direttivo;
  2. eleggere i membri del Consiglio Direttivo, il Presidente e i revisori dei conti;
  3. deliberare sulle direttive di ordine generale dell’associazione e sull’attività da essa svolta e da svolgere;
  4. approvare i Regolamenti;
  5. deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo;

In sede straordinaria:

  1. deliberare sullo scioglimento dell’associazione;
  2. deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;
  3. deliberare sul trasferimento della sede dell’associazione;
  4. deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo;

Articolo 11

Il Consiglio Direttivo ha il compito di:

  1. deliberare sulle questioni riguardanti l’attività dell’associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’assemblea assumendo tutte le iniziative del caso;
  2. predisporre i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre all’assemblea;
  3. deliberare su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente;
  4. deliberare l’accettazione delle domande di ammissione dei nuovi soci e fissare le quote di ammissione ed i contributi associativi, i termini di versamento, nonché l’eventuale penale per i tardivi versamenti;
  5. deliberare sull’adesione e partecipazione dell’associazione ad enti ed istituzioni pubbliche e private, designando i rappresentanti da scegliere tra i soci;
  6. se ritenuto necessario, eleggere tra i suoi membri il Vice – Presidente

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio, nominate dal consiglio stesso, composte da soci e non soci.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

Articolo 12

Il Consiglio Direttivo è formato da 3 a 11 membri, nominati dall’assemblea dei soci tra i soci.

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali.

Al termine del mandato i consiglieri possono essere riconfermati.

Negli intervalli tra le assemblee sociali ed in caso di dimissioni, decesso, decadenza od altro impedimento di uno o più dei suoi membri, purché meno della metà, il Consiglio Direttivo ha facoltà di procedere – per cooptazione – alla integrazione del consiglio stesso fino al limite statutario.

Articolo 13

Il Consiglio Direttivo si riunisce, sempre in unica convocazione, possibilmente una volta al trimestre e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedono tre componenti.

La convocazione del Consiglio Direttivo avviene mediante qualsiasi mezzo che possa comprovare l’avvenuto ricevimento dell’avviso di convocazione (raccomandata, raccomandata a mano, fax, posta elettronica) inviato o consegnato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza.

In caso di presenza di tutti i suoi membri, il Consiglio si ritiene comunque validamente convocato.

Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente o da un consigliere designato dai presenti.

In caso di particolare urgenza il Consiglio Direttivo può essere convocato per telegramma o e-mail inviata almeno 2 (due) giorni prima della data prefissata.

Il Presidente, i consiglieri ed il segretario sono tenuti a mantenere la massima segretezza sulle decisioni consiliari.

Soltanto il Consiglio, con specifica delibera, ha facoltà di rendere note quelle deliberazioni per le quali sia opportuno e conveniente dare pubblicità.

Articolo 14

Il Presidente dirige l’associazione e la rappresenta, a tutti gli effetti, di fronte a terzi ed in giudizio. Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali.

Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi.

Il Presidente sovrintende in particolare all’attuazione delle deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo e propone al Consiglio Direttivo una rosa di candidati alla carica di Vice Presidente.

Il Presidente può delegare, ad uno o più consiglieri, parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente. In caso di sua assenza o impedimento, viene sostituito dal Vice Presidente.

Articolo 15

Il Presidente è proposto dal Consiglio Direttivo ed eletto dall’assemblea ordinaria dei soci. Egli dura in carica un triennio e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali.

Articolo 16

L’assemblea può nominare i revisori dei conti dall’assemblea in numero massimo di tre, che durano in carica tre anni.

Ai revisori dei conti, se nominati, spetta, nelle forme e nei limiti d’uso il controllo sulla gestione amministrativa dell’associazione.

Se nominati, Essi devono redigere la loro relazione all’assemblea relativamente ai bilanci consuntivi e preventivi predisposti dal Consiglio Direttivo.

Essi sono rieleggibili e possono essere scelti in tutto o in parte fra persone estranee all’associazione avuto riguardo alla loro competenza.

Articolo 17

In caso di scioglimento l’assemblea designerà uno o più liquidatori determinandone i poteri.

Il Patrimonio sarà devoluto secondo le indicazioni dell’assemblea o dei liquidatori, in ogni caso ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 19°, della legge 23 dicembre 1996, n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Articolo 18

Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente statuto saranno disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo e da approvarsi dall’assemblea.

Articolo 19

Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alla disciplina delle Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale, alle norme di legge in materia di associazioni ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.